07 settembre 2009
E poi...
Gita in portogallo, molto carina.
Molto divertito in questi mesi. L'estate piu' bella che io ricordi. Infatti non ho avuto tempo di scrivere un post. :)
24 maggio 2009
Occhio non vede, per fortuna che c'e' Hubble.
E poi c'è chi ha il coraggio di annoiarsi.
10 aprile 2009
28 marzo 2009
25 marzo 2009
Capoeira, due giorni dopo.
24 marzo 2009
Capoeira!
Ieri sera primo allenamento di capoeira!! In realtà non è stato come nella figura. Più tipo foca spiaggiata. E' stato buffo, non facevo una ruota dai tempi dell'asilo credo. E si vedeva! ^_^In realtà è molto molto divertente. Si inizia suonando e cantando, battendo le mani. Le canzoni sono in portoghese, senza sottotitoli, e non si capisce una fava, ovviamente. Dovrò trovare un Bignami.
I postumi. Il riscaldamento è quasi sufficiente, ma dovrò integrarlo con un pò di corsa. Già con i 10 minuti di corsa di ieri oggi ho le gambe a pezzi. D'altronde, due ore a saltellare costantemente, ed ero fermo da un pò troppo tempo. I movimenti non son troppo difficili per ora, ma la parte più critica verrà quando si tratterà di saltare.
Terrificante invece la prima roda. Dopo circa un'ora di esercizi, bisogna mettere in pratica ciò che si ha imparato in mezzo ad un cerchio di trenta persone che battono le mani e incitano suonando. E dopo un'ora non è che hai tanto da mostrare. Anche per il fatto che non hai ancora meccanizzato NULLA.
Vabbè, consideriamolo un bianco pre-esperimento. ^_^ Ora vediamo che riusciamo a fare. Dove vendono i Bignami di portoghese?
22 marzo 2009
Fogli bianchi
Ultimamente ho fatto un po' di lavori. Fuori e dentro. Demolire, fare luce. Rifare gli impianti. Strappare le malte marce e ricostruire meglio. Ripassare i cavi e conoscere bene com'e' fatto tutto, ora.I fantasmi son sempre gli stessi, oggi ululano molto piu' forte di ieri. Li ascolto, anche se nelle pareti vuote riecheggiano troppo.
Non è tempo di farli nutrire di emozioni, ora. C'è ancora molto da fare.
15 marzo 2009
Capire.
Serve sempre? Naah.. Però è divertente.
13 marzo 2009
Facebook.
Mitico come sempre, LeChat, penso il mio blogger preferito... ^__^
10 marzo 2009
08 marzo 2009
Daccapo, ma diverso.
le parole svolazzano a mezz'aria, attorno a me, sorridendo e tentandomi di nuova consapevolezza acquisita a caro prezzo
non provo sensazioni. o forse sono nuove e non le conosco ancora.
libero,
guardo solo quelle che sono arrivate oggi, dopo un inverno molto piu' lungo di una stagione, private del dono del tempo:
aria fresca di primavera
il ciliegio della via dove sono nato, mia unica fonte fidata per l'arrivo della primavera
capoeira in riva al mare
aria di mare, iodio, profumi
berimbao suonato malamente ma con il cuore
nuovi amici, forse. forse no
pranzo oltreconfine, anniversario dei miei, 36 anni di crudo amore inconsapevole
tocco con il dito una famiglia, come se fosse una cosa molle ed umida che non riesco ad indentificare, biologo incompetente in materia, e non mi dispiace affatto, mi ci faccio avvolgere come calda coperta di lana di animale ignoto
sole, sole nuovo, diverso da tutti gli altri soli
giacere spalmati su un letto non mio, con i raggi di sole roventi sulla pelle debole, nuda e bianca, con il braccio penzolante a sfiorare il pavimento di legno stupendo di seta
accarezzo ferite che non dovrebbero essere tali
gioia e dolore mescolati come vernici in un secchio, bianche e nere, che non vogliono diventare grigio ma urlano la loro identità rifiutando di mescolarsi e stirandosi in fili sottili che si strappano uno per volta
pace
pace
gabbiani, vorrei avere una macchina fotografica, ma è in cantiere.
lascio che il sole mi scotti, mi tolga i colori e mi saturi
niente mi ferisce quindi non ho paura di toccare
torta ciocciolato e pere. ricordi. fanno un pò male ma và bene così, alla fine
sorrido
basta illusioni
non so che sensazione è.
credo sia felicità, ma non è quella che conosco io
in ogni caso, benvenuta.
Nuova pagina bianca.
Tante cose da scrivere.
Lame fredde e raggi di sole caldo.
In ogni caso, sarà interessante.
E' primavera, E(') M'arzo. E ci voleva.
15 dicembre 2008
I Hate Nature: The African Wilderness Is A Dick -- powered by Cracked.com
08 dicembre 2008
Sono mesi e mesi che non scrivo. Il che non vuol dire che sono morto. Solo che ho scelto canali di comunicazione diversi. Mi piace cambiare, chi mi conosce lo sa (come diceva il comico che imitava Alberto Tomba).E sono solo tre giorni che Chuck e Diablo sono ospiti da me. Ci siamo tenuti un bel pò di compagnia.
Non so se riprendere a scrivere... Boh... Non mi piace scrivere coi filtri, per cui non scrivo più. Se un giorno mi piacerà scrivere con i filtri, o vorrò scrivere senza filtri, riprenderò.
29 luglio 2008
Perché Siamo favorevoli al matrimonio tra Cattolici
Tratto dal grandissimo MenteCritica
(fonte in Spagnolo. Traduzione non attribuita.)

Siamo completamente favorevoli al matrimonio tra cattolici. Ci pare un’ingiustizia e un errore cercare di impedirlo. Il cattolicesimo non è una malattia. I cattolici, nonostante a molti non piacciano o possano sembrare strani, sono persone normali e devono possedere gli stessi diritti della maggioranza, come fossero - per esempio - gli informatici o gli omosessuali.
Siamo coscienti che molti comportamenti e aspetti del carattere delle persone cattoliche - come la loro attitudine a patologizzare il sesso - possono sembrare strani. Sappiamo che inoltre a volte potrebbero emergere questioni di sanità pubblica, come il loro pericoloso e deliberato rifiuto dei preservativi.Sappiamo anche che molti dei loro costumi, come l’esibizione pubblica di immagini di torturati, può dare fastidio a molti. Però questo, oltre che essere più un’immagine mediatica che una realtà, non è una buona ragione per impedire l’esercizio del matrimonio. Alcuni potrebbero argomentare che un matrimonio tra cattolici non è un vero matrimonio, perché per loro si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti a Dio, anziché di una unione tra due persone. Inoltre, dato che i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa, qualcuno potrebbe considerare che permettere ai cattolici di sposarsi incrementerà il numero di matrimoni per via “di quello che la gente mormora” o per la semplice ricerca di sesso (proibito dalla loro religione fuori dal matrimonio), andando così ad aumentare i casi di violenza familiare e famiglie problematiche.
D’altra parte bisogna ricordare che questo non riguarda solo le famiglie cattoliche e che - dato che non possiamo metterci nella testa degli altri - non possiamo giudicare le loro motivazioni. Infine, dire che non si dovrebbe chiamarlo matrimonio ma in un’altra maniera, non è che una forma, invero un po’ meschina, di sviare il problema su questioni semantiche, del tutto fuori luogo. Anche se tra cattolici un matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia!
E con questa allusione alla famiglia, passiamo all’altro tema incandescente, che speriamo non sia troppo radicale: siamo anche favorevoli a che i cattolici adottino bambini.Qualcuno si potrà scandalizzare. E’ probabile che si risponda con una affermazione del tipo “cattolici che adottano bambini?? I bambini potrebbero diventare a loro volta cattolici”. A fronte di queste critiche, possiamo rispondere che è ben vero che i bambini figli di cattolici hanno molte più chances di diventare a loro volta cattolici (a differenza degli omosessuali o degli informatici), ma abbiamo già detto che i cattolici sono gente come tutti gli altri. Nonostante le opinioni di qualcuno e alcuni indizi, non ci sono tuttavia prove che dimostrino che i genitori cattolici siano meno preparati di altri a educare dei figli, ne’ che l’ambiente religiosamente orientato di una casa cattolica abbia un’influenza negativa sul bambino. Inoltre i tribunali per i minori esprimono pareri sulle singole situazioni, ed è precisamente il loro compito determinare l’idoneità dei possibili genitori adottivi. In definitiva, nonostante le opinioni di alcuni settori, crediamo che bisognerebbe permettere anche ai cattolici di sposarsi e adottare dei bambini.
Esattamente come agli informatici e agli omosessuali.

Chiaramente (purtroppo) l’articolo è ironico. Nella Repubblica (Apostolica) Italiana sono troppo spesso i cattolici a dettare legge e a negare diritti elementari ad altre minoranze; ma non è forse arrivato il tempo di chiedersi se non sia ora anche per i cattolici di fare uno sforzo in nome della civile convivenza smettendola di voler piegare le leggi dello Stato Italiano ai dogmi, alle credenze, ai libri, alla morale della loro religione e ai cambiamenti d’umore dei propri leader politico-spirituali (detti Papi)? Oppure i Cattolici ritengono che sia giusto continuare ad imporre a tutti i cittadini dello Stato Italiano la loro religione e la loro morale (no al divorzio, no all’interruzione di gravidanza, no alla procreazione assistita, no agli anticoncezionali, no alla masturbazione, no alla sessualità fuori dal matrimonio Cattolico, no all’omosessualità, no ai diritti alle persone che si amano fuori dal matrimonio Cattolico, scuole confessionali finanziate dallo Stato Italiano e cioè con le tasse di tutti, atei e musulmani compresi, imposizione dei simboli della Chiesa Cattolica nei locali pubblici, ore di religione nella scuola dell’obbligo, insegnanti di religione pagati con i contributi dello stato, e cosi via)???
A me sembra che i laici abbiano avuto fin troppa tolleranza dal giorno in cui Mussolini firmò il Concordato ad oggi. E il risultato è un Paese ancora clamorosamente Confessionale, una situazione che i nostri vicini francesi hanno superato con la “Legge sulla Separazione tra Stato e Chiesa” nel 1905, poi rafforzata, o estremizzata, dalla della legge sulla laicità, detta anche legge anti-velo del 2004. Perché dunque non fare anche in Italia, come ha fatto Chirac in Francia, una “Commissione di riflessione sull’applicazione del principio di laicità nella Repubblica”? In Francia la Commissione ha terminato i suoi lavori affermando che “si tratta di conciliare l’unità nazionale e il rispetto della diversità. La laicità, dal momento che è in grado di assicurare una via comune, acquista un’attualità nuova” per cui lo Stato deve darsi “regole forti e chiare nel quadro di una legge sulla laicità” e, se è vero che poi viene affermato il principio del rispetto delle diversità religiose, esse sono confinate nel privato della coscienza del singolo e favorite solo se rimangono in quest’ambito.
A questo punto mi chiedo, provocatoriamente (e invertendo il discorso un filino razzista che spesso si sente riferito ai musulmani), ma chi non accetta le regole e la cultura dello Stato di diritto, liberale, laico, aconfessionale e pluralista, nel rispetto democratico di ogni fede, cultura, credenza e ideologia, è giusto che resti come “quinta colonna” nel nostro Paese o dovrebbe invece essere spedito nello Stato Vaticano?









